Una piccola nota chiarificatrice

Cari Amici,

tutti sapete quanto sia appassionato di storia, in particolare di storia UU.

Ebbene, un recente “disguido” (a volte riesco ad usare eufemismi anch’io) con un evangelico dai tratti “vagamente fanatico-letteralisti” capitato per caso sulla nostra pagina Facebook mi ha fatto lungamente riflettere su una sorta di “equivoco” che, per questioni pratiche, mi pare essersi ingenerato nella possibile visione strutturale della nostra Comunione.

Senza entrare nei dettagli su questioni come “comprensione del Cristianesimo” o “letteralismo”, già ampiamente esaminati dai miei colleghi, in sostanza, mi pare che, nell’immaginario collettivo, esista una sorta di “visione duale” della nostra comunità, collegata alle due U di Unitarianesimo e Universalismo.

Per arrivare subito al punto, mi sembra che esista una specie di identificazione della U di Unitarianesimo come relativa al percorso seguito da coloro che si rifanno ad una radice cristiana e della U di Universalismo come relativa al percorso dei “non-cristiani”… Lasciate che vi dica che le cose non stanno esattamente così.

Tutti sapete la storia recente da cui è sorta la Comunione come la conosciamo oggi: una Chiesa cristiana-unitariana (CICU) di stampo transilvano fondata dal Rev. Rosso si è unita ad una “Chiesa della Mente Aperta” fondata  da Ian McCarthy e aperta ad ogni tipologia di percorso di fede: entrambe hanno mantenuto i loro percorsi all’interno della C.U.I. e da qui e dalle conseguenti necessità organizzative si è sviluppata l’erronea convinzione che l’Unitarianesimo sia unicamente cristiano e che l’Universalismo sia unicamente non cristiano e umanista.

Lasciate che vi dica che, storicamente, questo è un errore notevole. Paradossalmente, la prima delle due U ad aprirsi a percorsi non cristiani è stata quella dell’Unitarianesimo, seguita (molto a breve) da quella dell’Universalismo. Il che non ha negato, in entrambe le Denominazioni, la persistenza di elementi cristiani o di percorsi cristiani.

Andando alla radice ultima di Unitarianesimo e Universalismo, è facile osservare come il primo si caratterizzi per un rigido monoteismo e il secondo per l’idea di una salvezza universale di tutti gli esseri umani. Ovviamente, su questi significati primari si sono innestate altre specificazioni, persino altri significati dei reciproci nomi ma nessuna di queste specificazioni ha inficiato la possibilità per entrambe le Denominazioni di permettere percorsi sia cristiani che derivanti da altre fedi o “umanisti” (o qualsiasi via di mezzo possiamo immaginare, ferma restando l’interpretazione liberale della spiritualità e l’ossequio per i “7 Principi”).

Risulta dunque chiaro, allora, come la divisione Unitariani = cristiani e Universalisti = non cristiani sia semplificatoria (forse ai limiti del semplicismo) e, per certi versi, un po’ mistificante.

Se volessimo essere precisi, dovremmo parlare non di due percorsi ma, addirittura, di sei:

A) Cristiani Unitariani che seguono la tradizione primaria da cui è nata la Denominazione Unitariana nel 1568 (in realtà anche molto prima) e proclamano l’unicità di Dio e l’umanità di Gesù;

B) Cristiani Universalisti che seguono la tradizione primaria da cui è nata la Denominazione Universalista negli Stati Uniti nel XIX secolo (in realtà molto prima … ma parliamo di nascite ufficiali);

C) Unitariani non cristiani che sottolineano l’unicità della Entità creatrice trascendente o degli esseri umani visti come unità;

D) Universalisti non cristiani che sottolineano la salvezza universale e la grandezza del percorso comune degli esseri umani verso una salvezza comune;

Tutti e quattro hanno pieno diritto d’esistenza  nel mondo Unitariano O Universalista. E, ad essi, si aggiungono E)  e F), cioè coloro che proclamano entrambe le verità e, in linea con l’unione del 1962, ritengono, da Unitariani E Universalisti (vi siete mai chiesti perché tra le due U ci fosse un asterisco?)  possibili entrambe le cose congiuntamente (che il Dio unico ci voglia tutti salvi nella ipotesi “E.” Cristiana  e che l’umanità formi un unicum che cammini e operi congiuntamente per una salvezza comune o che una Istanza trascendente unica voglia la salvezza di tutte le anime nella ipotesi “F.” non cristiana).

Insomma, ogni percorso (ancora una volta, liberale e in ossequio dei “7 Principi”) ha perfetta cittadinanza all’interno della Comunione e questo deve risultare ben chiaro.

Poi, naturalmente, tutti sappiamo che, per ragioni prettamente culturali, avremo una maggioranza di stampo cristiano in Italia, il che, in ogni caso, non cambia nulla dell’assunto di base e dei corollari di libertà di fede e pensiero che da esso derivano.

Probabilmente, per certi versi, sarebbe più utile eliminare queste distinzioni un po’ spurie, che, fino ad ora, sono state mantenuto più che altro per questioni pratiche e di identificazione dei percorsi.

So che i miei colleghi  ci stanno già lavorando e sono certo che dal nostro lavoro comune congiunto riusciremo facilmente a superare questo equivoco …

Adonai  echad, amen

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